Progetti
Da una conversazione con Patrizia Zerbi, editrice (Carthusia)
Questa settimana riprendiamo l’episodio del podcast in cui abbiamo ascoltato la storia di PATRIZIA ZERBI, editrice.
Parlando con Patrizia, ho annotato qualche pensiero su cui ripensare con calma.
1. il progetto. A Patrizia piace cucinare i libri, costruirli partendo da zero, disegnando e creando tutto il progetto. Questo concetto del progetto, della progettualitá, in che modo può aiutarci nella nostra pratica creativa? L’idea di progetto innanzitutto sembra in contraddizione con l’idea di creatività: si pensa alla creatività come qualcosa di inafferrabile, un’idea che arriva quando e come vuole lei, un’ispirazione che si fa fatica a controllare, mentre un progetto per definizione è un disegno dettagliato, un elenco molto concreto di passi chiari da seguire. Per un creativo, l’idea del progetto può sembrare noiosa e soffocante. In realtà, si può provare a mettere insieme questi due aspetti: quello avventuroso della creatività e quello rigoroso della progettualità. Possiamo utilizzare un approccio progettuale per canalizzare la creatività verso qualcosa di concreto, evitando gli aspetti più dolorosi del processo creativo come la frustrazione, l’insoddisfazione, il blocco, ad esempio?
In questo podcast più volte è emerso il concetto che la creatività non funziona bene senza avere dei confini, dei limiti. Se hai dei limiti, si può cercare di superarli, e questo fa nascere idee nuove e inaspettate per risolvere questioni di diverso tipo. Quindi potremmo immaginare un processo creativo efficace come un grande pasticcio creativo, una grande nuvola, posizionata all’interno di una scatola, che fa da confine, da limite, e ci evita di andare fuori traccia. Aggiungere un po' di struttura alla creazione, senza schiacciare la libertà dell’immaginazione, è utile e anzi rende il processo molto più efficace.
2. la bellezza. La bellezza è una cura. Si, possiamo definire la bellezza in mille modi, ma qualunque sia la definizione di bellezza, sappiamo che quell’idea di bellezza ha un effetto potente su di noi. A volte, è proprio un effetto fisico, potremmo dire biochimico. È stato dimostrato che di fronte alla bellezza possono aumentare i livelli di dopamina rilasciata nel nostro cervello, procurandoci un senso di benessere e gratificazione. Si abbassano i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. La bellezza aiuta a calmarci e a tornare in una condizione di equilibrio e benessere.
Ho provato a riflettere un po' sulla mia esperienza, soprattutto quando ho pensato alla ricerca di un linguaggio visivo personale. Ho cercato di capire cosa mi piace di più, cosa mi rende più felice quando disegno. Da un lato, percepisco una sensazione meravigliosa quando guardo o disegno qualcosa di molto pulito e geometrico. In questo caso, è come se il mio cervello mi ringraziasse, perché aveva proprio bisogno di un po' di pace e di ordine. È una sensazione di armonia, è come se finalmente fosse tutto al suo posto. Mi succede quando sono immerso in un’architettura razionalista, o ad esempio quando vedo l’arte o l’architettura zen giapponese. È il posto della pace e della calma. Dall’altro lato, sento forte il bisogno di pasticciare, sfogarmi, di gesti ampi e liberi, di disegnare con le mani, di mescolare le tecniche, di colori forti e accesi, di sentire la materia. E sento il fuoco, mi sento vivo. Mi sono chiesto a lungo quale di queste due esperienze parlasse di più di me o semplicemente mi rendesse più felice, per poi capire, come prevedibile, che ho bisogno di entrambe queste forme di espressione, di bellezza. In momenti diversi, o anche in combinazione. Ho bisogno di Dioniso, di sentire la frenesia, di perdere il controllo, e ho bisogno di Apollo, per sentire tutto in un modo cristallino, oscillando tra un dio e l’altro, per sempre.
3. cambiare il mondo. Anche noi, come illustratori, possiamo nel nostro piccolo cambiare il mondo. Lo possiamo fare quando creando immagini per le riviste o per i giornali, per trasmettere un’idea in un modo coinvolgente, per emozionare, per arrivare alla pancia di chi guarda. Possiamo farlo creando immagini per i lettori più piccoli, perché possiamo mostrare quanti significati diversi e quanti livelli di lettura possono convivere in una storia, e cosí aprire al senso di meraviglia e stupore per la complessità della vita. Possiamo seminare qualcosa di buono in un terreno fertile, e magari un giorno quel seme diventerà una grande foresta. Il nostro lavoro può cambiare il mondo, e dobbiamo esserne consapevoli, anche se ora non riusciamo a vederlo.
A questo punto, qualche proposta di attività.
1. nella scatola. Se hai un lavoro da fare, una commissione, o stai cercando un’idea, prova a disegnare dei confini, a tracciare una scatola intorno a quello che stai cercando. Comincia a capire tutto quello che quell’idea non è, comincia ad escludere delle possibilità. Poi concentrati su quello che l’idea potrebbe essere, dentro i confini che abbiamo costruito. Inseriamo un po’ di struttura e progettualità nel nostro lavoro creativo. Proviamo a lavorare su tre momenti. Il primo è quello della progettazione iniziale. Disegniamo mappe, chiariamo gli obiettivi, scriviamo definizioni di quello che stiamo cercando di fare. Poi esplodiamo la nostra ricerca. Questa è la parte in cui possiamo essere più creativi, lasciarci andare, fantasticare, immaginare, in cui vale tutto, possiamo sospendere il giudizio. Infine, tiriamo le somme: escludiamo le idee che sono troppo fuori focus, mettiamo in pausa quelle che possono avere del potenziale ma bisogna lavorarci ancora un po' su, individuiamo l’opzione più forte tra quelle che abbiamo schizzato. Cerchiamo di dare un minimo di struttura al modo in cui pensiamo e lavoriamo per evitare di perderci e combinare la parte più creativa a quella più progettuale.
2. disegno doppio Prendiamo un progetto e disegniamo o lavoriamo prima con il dio Apollo, in modo ordinato, con linee perfette, pulite, simmetrie, armonie, e poi rifacciamo lo stesso disegno sotto il segno del dio Dioniso, in modo disordinato, appassionato, folle. In quale dei due disegni ci sentiamo più a nostro agio? Di cosa abbiamo bisogno in questo momento? Un metodo facile e veloce per ascoltarci e scoprire dove andare, se non conosciamo ancora la nostra destinazione.
3. cambiare il mondo. Quando eravamo piccoli ci capitava di regalare dei disegni ai genitori, agli amici, agli insegnanti. Possiamo rifarlo. Pensiamo come potremmo cambiare la giornata di qualcuno che amiamo con un disegno? Realizziamo un disegno, una piccola illustrazione per qualcuno a cui teniamo, facciamo sentire che ci siamo. Non possiamo cambiare il mondo tutto in una volta, ma possiamo forse cambiare con un disegno la giornata di qualcuno. Cominciamo da lí e vediamo che effetto ci fa.
Sono curioso di sapere se proverai qualcuna di queste attività.
Mandami un messaggio raccontandomi la tua esperienza.
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